Dottoressa Magistrale in Filosofia – MEDIATORE Penale, Penale Minorile e Scolastico; CONSULENTE Filosofico professionale e in Gestione delle Risorse umane; Life & Corporate COACH; Practitioner in Philosophy with Children; Tutor per l'Apprendimento

Bachelard scienziato

Secondo Bachelard la scienza deve rendere conto della vita. Al contrario, la scienza si costituisce scienza, ma escludendo un sacco di cose, come l’unicità del soggetto (mentre nella scienza c’è il “soggetto qualunque”, chiunque può fare un’operazione scientifica e riuscirà sempre. Il soggetto della scienza deve essere assolutamente sostituibile).

La rêverie, al contrario, non può escludere il soggetto, anzi, il soggetto è preso nella sua totalità, nella sua originalità: conscio, inconscio, razionale, affettivo, volitivo, tutto è qua dentro.

Il tentativo della rêverie non è di svigorire la scienza e non è un’alternativa o una compensazione, ma è la messa in gioco della totalità della ragione: la ragione deve poter rendere conto di questo modo diverso. Non in modo logico universale, ma rende ragione singolare: già solo io con la mia vita rendo ragione del perché apro la porta.

La rêverie è tutto ciò che porto con me ed è tutto ciò che fa di quell’esperienza una certa esperienza.

La ragione per Bachelard non è una piatta questione di dominio sulle cose, ma una messa in movimento che produce come effetto quello di psicoanalizzare l’interesse soggettivo[1]. In altre parole, a conoscere scientificamente c’è un soggetto, ma questo soggetto è portatore di individualità ed essa è portatrice di sogni, sogni personali (rêverie) ciascuno porta con sé. Tutto questo è qualcosa che funziona nella conoscenza, attribuendo all’oggetto del sapere scientifico anche l’interesse della rêverie, tutto quanto il soggetto porta con sé. Il formarsi dello spirito scientifico avviene proprio perché si lavora alla sottrazione ed eliminazione di questi interessi. Si mette in questione il soggetto che ha le sue rêverie, è anche il soggetto della conoscenza scientifica? Ma per la scienza il soggetto della conoscenza scientifica è il soggetto neutro. La neutralità è ciò che dovrebbe consentire l’oggetttività. Per Bachelard la scienza è rottura con il sapere comune. E il soggetto è messo in campo come quel punto di lettura di una realtà oggettiva, scissa dalla conoscenza del sapere comune.

Il soggetto della scienza non è quello del sapere comune. L’uomo di scienza deve essere operatore di trasformazioni, razionalismo applicato, deve intervenire sulla realtà. Per Bachelard il soggetto della scienza è il soggeto costruito dietro uno strumento che vede una certa realtà e dietro lo strumento manipola la realtà, deve costruire delle condizioni artificiali. Il soggetto diviene lui stesso strumento. Il cogito di cartesio è un cogito dietro lo strumento e quando è tale diviene cogitamus. Quindi, perché il cogito cartesiano sia fino in fondo il soggetto della scienza deve essere costruito strumento dietro lo strumento e deve appartenere a una comunità scientifica. Una comunità scientifica è un modo di essere della ragione, un modo di essere al plurale: cogitamus.

Continua.

[1] Espressione presente sin dall’inzio della Formazione dello spirito scientifico (pag. 9-10).

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