Dottoressa Magistrale in Filosofia – MEDIATORE Penale, Penale Minorile e Scolastico; CONSULENTE Filosofico professionale e in Gestione delle Risorse umane; Life & Corporate COACH; Practitioner in Philosophy with Children; Tutor per l'Apprendimento

Rispetto al tema del “tutto l’uomo”, la considerazione dell’uomo in tutte le sue componenti (comprendendo il Sogno e non esclusivamente la razionalità), si può fare un excursus che parte da Platone, che in un certo senso inaugura la filosofia, considerando in maniera inedita per i suoi tempi, l’anima (perno di un ordine di valori che rovesciava quello (non solo) suo contemporaneo che vedeva nel corpo l’unica misura del comportamento umano. A partire dal “Gorgia” almeno).

Con questa operazione Platone allarga il campo di ciò che costituisce l’uomo e l’umano, comprendendovi l’anima come quel quid che si avvicina di più a come la pensiamo oggi, mentre precedentemente all’Ateniese era ricondotta a componente fisica, di pneuma, di soffio vitale.

Da questo vertiginoso progresso del pensiero che a rigore lo inaugura per come lo intendiamo oggi, registriamo un’accelerazione in avanti con Cartesio.

La novità sta proprio nel considerare uomo solo “sostanza pensante”, ma proprio come intendeva il pensiero più genuino, e le testuali parole di Cartesio…

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